Visita a Medicina e a Villa Griffone  

 

Doveva essere per forza di cose di diametro notevole per far sì che in quell'afosa mattina del 21 giugno i cinque amici soci della sezione ARI di Macerata ed appartenenti allo Sky Sat Team non subissero gli effetti dei 34° all'ombra e potessero godersi le meraviglie della tecnica situate presso i radiotelescopi di Medicina (BO).

Questo luogo è per molti aspetti il punto di incontro tra l'astronomia come da decenni la conosciamo e il mondo della radio a noi più familiare, una ulteriore frontiera a cui ogni OM può rivolgere il suo interesse applicando buona parte delle conoscenze fino ad ora usate per l'attività radiantistica.

Il centro del CNR di Medicina meglio conosciuto come "Croce del Nord" per via della forma della sua prima antenna installatavi intorno agli anni '60, fu situato nella pianura di Medicina perché all'epoca tale località era situata abbastanza lontana dal principale centro abitato che è quello di Bologna e pertanto lontano da disturbi ed interferenze varie. Purtroppo al giorno d'oggi ciò non è più vero e son sempre più gli interventi di segnalazioni e radiolocalizzazioni da parte delle competenti autorità PT ma anche e soprattutto da parte dello staff del centro stesso dotato di un'apposita postazione fissa e mobile con cui esegue i rilevamenti.  

LA PARABOLA VLBI E SULLO SFONDO LA "CROCE DEL NORD"                                                                                                                                                           

La radioastronomia per operare ha bisogno per l'appunto di una frequenza e nel caso di Medicina questa va da 408 a 410 MHz, ci spiega l'amico e collega Goliardo Tomassetti I4BER che ci ha accolto e guidato con molta pazienza, esperienza e cordialità nonostante quella mattina cominciasse il contest U/SHF dell' Alpe Adria a cui sicuramente nel pomeriggio si sarà dedicato!

Con lo svilupparsi e il progredire della tecnologia, al precedente impianto fu affiancata una parabola di 30 m circa con caratteristica totalmente diversa dalla precedente antenna. Infatti mentre la Croce del Nord è considerata un'antenna di transito cioè essendo fissa essa viene orientata dal movimento terrestre e con opportuni calcoli si determina quando e dove la sorgente che si vuole studiare taglierà uno dei bracci della croce.

La parabola invece è totalmente autonoma e può essere orientata sia in modo azimutale che zenitale. Inoltre con la parabola è possibile spingersi all'ascolto di frequenze di gran lunga superiori al GHz. Proprio con questa parabola opportunamente modificata per trasmettere alcuni OM, tra cui I4BER, hanno effettuato il primo QSO CW Italia - Svezia a 432 MHz.

Con impianti simili è poco opportuno parlare di guadagno di antenna quando poi si ricevono ed elaborano segnali da 30 a 50 dB sotto il livello del rumore. L'impianto di Medicina è nato per radiografare l'universo che come ogni altro oggetto può essere studiato sotto diversi aspetti, visibile, termico, ecc.

Ogni corpo infatti in proporzione alla sua massa ed inversamente proporzionale alla sua distanza da colui che la analizza, emette energia termica. Ci spiega Goliardo, che un esperimento didattico facile è quello di puntare una parabola a 12 GHz con un ricevitore commerciale TV Sat, opportunamente modificato, su una persona, avremo la sorpresa di poter vedere un aumento del segnale del ricevitore che evidenzia l'energia termica. Puntandola verso il sole, il segnale è addirittura incredibilmente forte da arrivare fondo scala. Ancora più interessante è poi l'ascolto del rumore termico di Giove; forse molti di voi non sanno che lo abbiamo spesso sentito sul nostro apparato HF senza saperlo! Sì avete capito bene ed ecco come: Giove come molti altri corpi celesti emana energia termica a diverse frequenze, nel nostro caso da 10 a 12 GHz (ma per noi l'ascolto è pressoché impossibile a meno che non abbiamo parabole da 20 m in su) e da 28 a 30 MHz e qui invece per noi è facile. Ma come fare a distinguere il suo rumore dal QRM normale? Eccovi alcuni suggerimenti. Il momento migliore per l'ascolto è quando la banda dei 10 m è chiusa cioè quando la ionosfera non riflette e quindi lascia filtrare le onde. Muniti dei dati orbitali del pianeta e puntando la direttiva nella direzione segnalata vedremo aumentare o diminuire il segnale seppur di pochissimo, un segnale che si manifesta con un rumore come di onde che si infrangono a riva creando un suono abbastanza raccapricciante.

Tra le innumerevoli iniziative e lavori che si svolgono all'interno del Centro, uno che non può passare inosservato e che può invece interessare molti OM è quello che fa capo al responsabile del centro l'ing. Stelio Montebugnoli, denominato S.E.T.I. (ovvero la ricerca di intelligenze extra terrestri) tramite la ricerca di eventuali emissioni radio provenienti da altre civiltà. Grazie all'aiuto di due colleghi dell'ingegnere, inizia così la seconda parte della visita che ci porterà a conoscere meglio questa sigla. La scoperta di altre civiltà oltre alla nostra è sicuramente stato da sempre il sogno dell'uomo, da decenni poi sono stati diversi i tentativi non solo di ascoltare ma anche di inviare nello spazio segnali della nostra esistenza.

Uno tra questi l'esperimento svolto nel 1972 dal radiotelescopio di Arecibo (Portorico) da cui sono state trasmesse una serie di portanti radio di diversi kW di potenza sulla frequenza di 408 MHz con il risultato immediato di lasciare l'isola al buio!

Per via della distanza (parliamo di anni luce) se un'eventuale civiltà ci lanciasse oggi un messaggio ovviamente non lo riceveremmo se non tra qualche milione o migliaia di anni. Quindi noi oggi potremmo ricevere messaggi inviatici mille o milioni di anni fa. Purtroppo è anche vero che se sulla terra fosse arrivato un messaggio video o radio al tempo dei romani non avremmo avuto modo di accorgercene date le capacità tecniche del tempo.

Sapere cosa e come ascoltare è quindi molto importante come lo sono i mezzi a disposizione per farlo. Presupposto di avere a che fare con una civiltà progredita al pari o superiore alla nostra e conoscendo gli elementi basilari della fisica, sappiamo per certo che l'idrogeno è l'elemento più comune nell'universo ed esso come altri elementi emette una particolare frequenza che in questo caso è quella di 1420 MHz, quindi si parte da questo dato perché si ricerchi un segnale intorno a questa frequenza.

Si cercherà quindi una portante molto probabilmente priva di modulazione in quanto l'eventuale messaggio in essa contenuto sarebbe per noi sicuramente incomprensibile; a tale ricevitore si collegherà un analizzatore di spettro operante da 1 a 10 GHz.

Ma direte voi come fare a distinguere una portante artificiale da una naturale o peggio da una qualsiasi interferenza? Presto detto, un'interferenza è a larga banda, la portante ricercata invece no: ancora più semplice tra naturale ed artificiale. Una portante artificiale quindi creata da una civiltà progredita, difficilmente sarà trasmessa in modo casuale ma avrà invece una sua caratteristica di tempo; avete presente i nostri beacon? Ecco diciamo che sono la stessa cosa.

 

'Dal marzo '98 il programma SETI si è ulteriormente ampliato e perfezionato con il SERENDIP 4. Esso altro non è che uno spettrometro in grado di monitorare ben 4 milioni di canali che gli provengono dai segnali prelevati dalla parabola VLBI di Medicina.

                                            SERENDIP 4    

IL MARK VLBI

Tale apparecchiatura è stata acquistata dal CNR dell'università californiana di Berkley. Tale analisi viene effettuata 24 ore su 24 senza però rubare tempo in antenna alle ricerche primarie del Centro sfruttando il segnale e la porzione di cosmo che al momento è in fase di studio da parte del Centro. Gli stessi addetti al Centro che si interessano del SETI lo fanno durante il tempo libero e volontariamente. A tal proposito sono i benvenuti eventuali volontari esterni meglio ancora se OM. A loro, ci spiegano gli addetti, chiediamo una collaborazione da casa con l'ausilio di un semplice PC da 100 MHz in su per elaborare dei dati che il SETI riceve e passa loro tramite Internet e che una volta elaborati sempre tramite Internet gli ritornano. In pratica se i famosi 4 milioni di canali debbono essere elaborati da un PC solo ciò significherebbe un tempo, se gli stessi dati, invece venissero divisi in 100 fettine e dati ad altrettanti collaboratori, ecco che il tempo di elaborazione sarebbe di 100 volte inferiore al primo.

Chiunque fosse interessato può contattare il Centro via e-mail:

mailto:Stelio@ira.bo.cnr.it

oppure visitare direttamente il sito: http://www.ira.bo.cnr.it/

Per chiudere la visita non potevamo mancare di dare un'occhiata al Laboratorio Tecnico del Centro stracolmo di ogni ben di Dio radiantisticamente parlando. Filtri, carichi fittizi, cavità, accoppiatori, trombe e soprattutto preamplificatori e convertitori, tutti rigorosamente "home made" in particolare dal collega I4BER e Co. Ci spiegano i tecnici, che lavorare oltre il GHz è molto critico causa il fattore termico che a quelle frequenze rende altamente instabile gli elettroni. Uno dei rimedi è ovviamente raffreddare ma fortunatamente vi sono diversi preamplificatori tra questi gli ent, parametrici, maser e a fet, questi ultimi i più usati. I maser al momento sarebbero i più sensibili in termini di temperatura di rumore, a 20-30 GHz da 6 a 10 kelvin di temperatura-rumore.

CAVITA' MADE HOME

Purtroppo però hanno di contro una banda molto stretta e necessitano di una continua regolazione. Un piccolo gioiello del quale al Centro vanno molto fieri è un piccolo preamplificatore con uno strato elettrico talmente sottile da limitare il movimento degli elettroni verso una sola direzione evitando così un notevole fattore termico. Una regola a cui prestano molto credito è quella di G/T cioè del guadagno sulla temperatura, ovvero al momento di costruire un'antenna (parabola) già si sa in base alle misure il guadagno che essa potrà dare ad ogni frequenza ed essa rimarrà tale per sempre. Invece quello che si può ridurre col passare del tempo e l'aumentare della tecnologia, è la temperatura e la figura di rumore che potrà via via diminuire con sempre migliori convertitori e preamplificatori determinando pertanto in un certo senso un maggiore guadagno di antenna in apparenza, ma tale ragionamento come abbiamo detto è del tutto errato.

 

IL TEAM CON I4BER

Dopo ben quattro ore di visita altamente interessante e tecnologica contornata da numerose foto e riprese video, il team lascia in ricordo della   visita una targa e ringrazia personalmente ed anche tramite questo articolo il responsabile del Centro l'ing. Stelio Montebugnoli, il collega Goliardo Tomassetti I4BER ed i tecnici tutti per la cortesia, pazienza e grande meticolosità nell'esporci il loro lavoro che quotidianamente svolgono con passione e serietà. Dopo il commiato giunge anche l'ora della ricarica e nella zona credeteci c'è solo l'imbarazzo della scelta.

 

IL CENTRO ELABORAZIONE DATI

Dopo un'abbondante ricarica siamo pronti per l'ultima tappa, ah! sì dimenticavo, mica finiva qui la gita; potevamo mai mancare di fare un salto a Sasso Marconi? Ovviamente a visitare Villa Griffone, il luogo da dove il Padre di noi OM lanciò il primo segnale nell'etere. Il luogo dove è situata una parte dello scafo dell'Eletttra e dove riposano le spoglie di Guglielmo Marconi e di sua moglie accolte in un mausoleo situato proprio sotto la villa stessa Ad attenderci per la Sezione ARI di Bologna di cui ringraziamo sentitamente il presidente Onda Gristoni, IK4SDY l'amico Nerio Neri I4NE e Franco Pirazzoli IK4ICT ed è proprio quest'ultimo che dopo averci mostrato e spiegato ogni particolare dell'importante luogo ci invita nell'ex-cappella della Famiglia Marconi ora adibita a Sala Radio della stazione speciale marconiana IY4FGM. Con nostra indescrivibile facilità ci esorta ad accomodarci davanti ai numerosi apparati pronti ad essere smanettati ed operare come IY4FGM.

IY4FGM OPERATA DA IZ6ABA

Il sottoscritto neanche aveva finito di sentire l'invito era già in apnea sotto cuffia a sollevare un pile-up in 20 m e solo dopo mezzora IK6FVV e IK6LMB riuscirono a sollevarmi di peso per sostituirmi - a loro dire - "volontariamente". Nel frattempo l'amico Marco IW6DIV e Giuliano IK6IXC invece attratti da alcuni apparati surplus in ottime condizioni erano alla ricerca di pinze e cacciaviti per una non ben precisata operazione da compiere nei loro confronti, fortunatamente ce ne avvedemmo in tempo e li invitammo a desistere...! Il tempo scorreva inesorabile ed era giunto il momento di ritornare con i piedi in terra per tornare a casa.

AL CENTRO DEL TEAM IK4ICT

Con questo articolo vogliamo ringraziare veramente di cuore gli amici tutti che ci han ben volentieri aperto le porte e dedicato parte del loro prezioso tempo, permettendo di passare una bella giornata che ha notevolmente arricchito il nostro bagaglio culturale e tecnico. In questa giornata abbiamo in un certo senso ripercorso al contrario la storia della radio andando prima ad ascoltare i segnali dallo spazio e poi a visitare il luogo simbolo per l'uomo dell'inizio delle onde radio. Grazie a Voi tutti e a te Marconi se oggi possiamo chiamarci radioamatori.

Per lo SKY SAT TEAM di Macerata

Mario di Iorio,  de  IZ6ABA